Definizioni
La seguente definizione di “Ateismo” è stata scritta dalla Corte Suprema degli Stati Uniti nel caso di Murray v. Curlett (Cfr. 374 U.S. 203, 83 S. Ct. 1560, 10 L.Ed.2d - MD, 1963), per rimuovere la lettura forzata della Bibbia e le preghiere recitate all’unisono dagli alunni nelle scuole pubbliche. Cosa che il sottoscritto ha dovuto subire, ad esempio, per tutto il corso delle Scuole Elementari qui in Italia…
“I firmatari della petizione sono Atei e si definiscono come segue. Un Ateo ama il suo prossimo invece di dio. Un Ateo crede che il paradiso sia qualcosa da realizzare qui ed ora, sulla Terra, per tutti gli uomini. Un Ateo non crede di poter ricevere alcun aiuto tramite la preghiera ma, invece, deve trovare dentro se stesso la convinzione e la forza di affrontare la vita, di lottare con essa, di controllarla e amarla. Un Ateo crede che solo la conoscenza di se stesso e dei suoi pari possa fornire la comprensione necessaria a una vita soddisfacente. Cerca di conoscere se stesso e i suoi pari piuttosto che di conoscere un dio. Un Ateo crede che sia meglio costruire un ospedale piuttosto che una chiesa. Un Ateo crede che sia meglio fare un’opera di bene che dire una preghiera. Un Ateo cerca di essere coinvolto nei fatti della vita e non di scappare nella morte. Desidera che le malattie vengano sconfitte, che la povertà sparisca, che la guerra venga eliminata. Vuole che l’uomo capisca e ami l’uomo. Vuole una vita etica. Crede di non poter contare su un dio o sulle preghiere o nella speranza di una risoluzione dei problemi in una prossima vita. Crede che siamo i custodi dei nostri fratelli, e i custodi della nostra stessa vita, che siamo persone responsabili e che il nostro compito sia qui e che il nostro tempo sia ora.”
Spezzo una lancia in favore dei non-atei (interessante definizione!)…quando qui descritto rappresenta un “buon ateo intelligente”. Non tutti purtroppo rientrano appieno nella definizione. Allo stesso modo, mi auguro, ci saranno credenti molto vicini a questo o incoerentemente completamente d’accordo.
Senza dubbio, ciò che tu dici è vero. Come, però, sottintendi nel tuo commento, un ateo può accettare tutto questo e renderlo parte della sua filosofia coerentemente, mentre un credente deve scendere a patti, in qualche modo, con una sovrastruttura di superstizioni che fa a botte con tutto ciò.
Solo una piccola osservazione “a latere” sul messaggio principale della religione giudaico-cristiana… La bibbia è ricchissima di storie che tendono a far passare l’idea che l’obbedienza a dio (e, quindi, a chi pretende di rappresentarlo) è più importante di qualsiasi sentimento umano. Tanto per fare un esempio: Abramo è esaltato perché obbedisce a dio che lo mette alla prova chiedendogli di sacrificare a lui suo figlio Isacco…anche se poi, gli manda un angelo a fermarlo dicendogli: “Sorridi, sei su Candid Camera!” Se un dio mi chiedesse d’ammazzare mio figlio farebbe meglio a guardarsi le spalle!
Credere in un dio così geloso ed assolutista significa negare la propria umanità.
Mah… io non sono ateo ma mi riconosco in gran parte della definizione. Ció che non condivido è l’aut aut: perchè il prossimo e (quindi) non Dio? perchè un ospedale e (quindi) non una chiesa? perchè la forza da trovare in te stesso e (quindi) non anche nella preghiera? perchè cercare di conoscere i miei pari e (quindi) non Dio? perchè fare un’opera di bene e (quindi) non una preghiera? anche io credo che il paradiso lo dobbiamo costruire qui ora, cerco di essere coinvolto nei fatti della vita, voglio una vita etica, non voglio la guerra, la malattia e la povertà e credo che ci si debba rimboccare le maniche qui e ora… Eppure io credo in Dio. Non capisco bene se la definizione descrive un ideale ateo provetto e perfetto o piuttosto semplicemente la rivendicazione anti-religiosa (leggi: anti-cristiana) di chi dimostra di conoscere ben poco di ciò che rifiuta o di conoscerlo in modo assolutamente distorto. Mi viene in mente Nietsche che praticamente critica il cristianesimo lodandone le qualità… Se questo è un ateo, quasi quasi… Come diceva quello? “Grazie a Dio sono ateo”…
Perché, dal punto di vista di un ateo, ogni singolo centesimo speso per una Chiesa è inutile, dato che non ha nessun valore reale, e ogni momento della propria vita speso nel cercare di “avere un rapporto con Dio” è equivalente a un adulto che cerca di avere un rapporto con il proprio amico immaginario. Sono sprechi che andrebbero evitati per costruire una società più razionale. La dichiarazione è entrambe le cose che dici tu: da una parte un ideale ateo che elenca ciò in cui molti atei credono, dall’altro una critica agli sprechi dovuti ad antiche superstizioni. Non si tratta necessariamente di “anti-cristianesimo”, ma di anti-religione in senso generale, l’unico motivo per cui ci si sofferma maggiormente sul Cristianesimo è, semplicemente, che ce lo troviamo tra i piedi a ogni pie’ sospinto qui ed ora. Non ho posizioni diverse per quanto riguarda qualsiasi forma di religione o di pensiero magico-religioso.