Neo-Panteismo

Il Panteismo è una forma di religione antica, comune a molte società umane allo stato di natura. Essa crede che la divinità risieda in ogni cosa (”Pan” = Tutto e “Teo” = Dio), e che ogni cosa, di conseguenza, sia sacra. Questo sito web riprende il termine “Panteismo” in senso moderno, spogliandolo di qualsiasi connotazione sovrannaturale, per descrivere la spiritualità ateo-agnostica. Sebbene io non sia d’accordo con il termine in sé (è fin troppo facile trasmettere un’idea sbagliata per la quale, poi, non sono sufficienti mille parole di spiegazione), ciò che viene scritto nel sito è molto interessante. Riguardo alla Natura, ad esempio, questi neo-panteisti affermano di essere parte di essa, di essere creati da essa e che ad essa torneranno dopo la morte, disperdendosi nei propri elementi costitutivi. Se la Natura, dunque, è l’unico paradiso possibile, la divisione dalla natura è l’inferno. Distruggere la Natura attorno a noi significa creare l’inferno sulla Terra. Quando parlano della divinità dell’universo, non trattano di un essere sovrannaturale (o, se è per questo, di più esseri sovrannaturali), ma del sentimento di soverchiante mistero che si prova nell’osservare la profondità e la complessità della Natura stessa. I neo-panteisti cercano di comprendere l’universo e se stessi attraverso gli strumenti naturali a disposizione dell’uomo: la scienza, l’arte, l’emozione, la percezione diretta, la comunicazione. Essi credono che sia necessario sviluppare un ecologismo profondo, sistemi energetici sostenibili, una società priva di differenze, con uguali possibilità e uguali diritti per ogni essere umano, caratterizzata da un grande rispetto per il prossimo, per gli animali, per la Terra in cui viviamo, che è e sarà la nostra unica e sola casa.

I neo-panteisti hanno anche stilato un loro “Credo”, da non intendersi, ovviamente, come quello dei cristiani. Tale Credo è suddiviso in nove punti principali, quasi a rispondere ai dieci comandamenti (che, peraltro, quasi nessun cristiano conosce e persino Cristo stesso cita erroneamente nei Vangeli). Ecco cosa dice “l’ennalogo”:

  1. Noi riveriamo e celebriamo l’Universo come la totalità dell’essere, passato, presente e futuro. Esso è auto-organizzante, in perenne evoluzione e infinitamente diverso. Il suo incredibile potere, la sua bellezza e i suoi misteri fondamentali causano la più profonda riverenza e la meraviglia umana.
  2. Tutta la materia, l’energia e la vita sono un’unità interconnessa di cui noi facciamo inseparabilmente parte. Noi gioiamo della nostra esistenza e cerchiamo di partecipare ancora più profondamente in questa unità attraverso la conoscenza, la celebrazione, la meditazione, l’empatia, l’amore, le azioni etiche e l’arte.
  3. Siamo una parte integrante della Natura che dovremmo celebrare, riverire e preservare in tutta la sua splendente magnificenza e diversità. Dovremmo lottare per vivere in armonia con la Natura, localmente e globalmente. Riconosciamo il valore intrinseco di ogni vita, umana e non umana, e lottiamo perché ogni essere vivente sia trattato con compassione e rispetto.
  4. Tutti gli esseri umani sono uguali centri di consapevolezza dell’Universo e della Natura e tutti meritano una vita di uguale dignità e di rispetto reciproco. Per questo, noi supportiamo e lavoriamo allo scopo di raggiungere la libertà, la democrazia, la giustizia e la non-discriminazione, in una comunità mondiale basata sulla pace, su modi di vivere ecologicamente sostenibili, sul pieno rispetto dei diritti umani e sulla fine della povertà.
  5. C’è un solo tipo di “sostanza”, la materia/energia che vibra ed è infinitamente creativa in tutte le sue forme. Il corpo e la mente sono uniti indivisibilmente.
  6. Vediamo la morte come il ritorno alla Natura dei nostri elementi costituenti e la fine della nostra esistenza in quanto individui. Le forme di “aldilà” disponibili agli esseri umani sono quelle naturali, nel mondo naturale. Le nostre azioni, le nostre idee e il ricordo di noi continua a sopravviverci, secondo ciò che abbiamo realizzato nella nostra vita. I nostri geni vivono nelle nostre famiglie e i nostri elementi costituenti vengono riciclati senza fine in Natura.
  7. Onoriamo la realtà e manteniamo le nostre menti aperte verso le prove dei sensi e della ricerca infinita della scienza per una comprensione superiore. Questi sono i migliori mezzi a nostra disposizione per conoscere l’Universo e su di essi noi basiamo la nostra estetica e il nostro sentimento religioso riguardo la realtà.
  8. Ogni individuo ha un accesso diretto alla realtà definitiva tramite la percezione, le emozioni e la meditazione, e tale realtà definitiva è l’Universo e la Natura. Non c’è alcun bisogno di mediazione da parte di preti, guru o sacre scritture rivelate.
  9. Noi supportiamo la divisione tra Stato e Religione e il diritto umano universale di culto. Riconosciamo la libertà di tutti i panteisti di esprimere e celebrare il loro credo, come individui o come gruppi, in qualsiasi modo che sia innocuo per sé stessi e per gli altri, attraverso qualsiasi rituale, simbolo o vocabolario che per ognuno di essi sia rappresentativo e significativo.

Forse alcuni tratti un po’ troppo “new age” andrebbero limati, forse andrebbe aggiustato un po’ il tiro. D’altronde, è uno dei siti dove si sta compiendo quell’importante primo passo necessario per scalzare definitivamente le religioni istituzionalizzate dal loro trono di guide dell’animo umano, cioè la costruzione di un’autentico sentimento religioso e spirituale ateo, spoglio da superstizioni millenarie, da credenze in presenze sovrannaturali e da rituali vuoti e ormai privi di reale significato. Non crediate che “religione atea” sia necessariamente un ossimoro, poiché il termine significa semplicemente “ciò che lega, ciò che unisce”. La cosiddetta “religione einsteniana” è proprio questo: un sentimento di profonda, sacra e riverente unione con le forze naturali dell’universo, senza alcun bisogno di Dio.

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