“Imagine there’s no Heaven…”
Immaginate che non esista alcun paradiso, alcun inferno, alcun purgatorio e alcun limbo (cosa che hanno cominciato a pensare anche i vertici del Clero, considerate le ultime deliranti uscite di pochi giorni fa). E immaginate che non esista alcun dio. Né Elohim (un interessante termine plurale) né Yehowah o Jahweh o Signore o Santissima Trinità o Allah o altro. Come modificherebbe, questa ipotesi, la nostra visione del mondo? Cosa ci farebbe vedere, che ora non riusciamo a scorgere? E cosa ci impedirebbe di vedere, invece, che ora blocca la nostra intera visuale? La religione da sempre è stata “l’oppio dei popoli” e una gigantesca illusione creata dalla paura e dall’ignoranza umana da una parte, dall’esigenza di sentirsi rassicurati e importanti dall’altra e dai meschini interessi temporali delle autorità da un’altra ancora. Il fatto che il Vaticano da più di duemila anni pontifichi (è il caso di dirlo…) su ciò che è o meno canonico in dimensioni sconosciute e invisibili, con un grado sempre maggiore di acrobazia teologica, contraddicendosi di continuo e sfruttando le proprie conoscenze e la propria influenza per massacrare milioni di persone e diffondere l’oscurantismo, il bigottismo, la miseria e la superstizione, credo che sia la prova indiziaria più convincente della non-esistenza di alcun dio. “NoGod”, facendo il verso al famoso libro “No Logo”, vuole prendere spunto da queste osservazioni e da questa ipotesi di lavoro ed esplorare la nostra vita in tutti i modi possibili, restituendo un po’ di valore a quella razionalità e a quella logica che vengono sempre più spesso additate come peccati di arroganza (detto da persone che si ritengono successori di Pietro e vicari di Dio in persona sulla Terra, la cosa già di per sé dovrebbe fare alquanto ridere). Seguiteci in questo viaggio che ci porterà in territori poco noti e, spero, ci farà riflettere sui nostri investimenti di fede e sulle nostre umane contraddizioni e fragilità.
Come scriverò e ripeterò anche altrove, NoGod è un sito aperto e libero e tale vuole rimanere. Questo però significa due cose: che voi avete la libertà di commentare qualsiasi cosa compaia su queste pagine, e tali commenti non verranno in alcun modo modificati, tagliati, censurati o cancellati (tranne quelli che vengono prodotti automaticamente da sistemi di spam, da bot, eccetera, ovviamente), ma che la vostra libertà di parola si riflette nella mia: come voi siete liberi di commentare, io sono libero di rispondere. Non ho intenzione di insultare nessuno di voi, ma nulla mi vieterà di giudicare le vostre idee e i vostri interventi. Se ciò che leggete su questo sito offende gravemente voi e la vostra fede, potete fare una cosa semplicissima: non leggere! Andate altrove, la rete è grande, e c’è sempre qualcosa che ci offende, da qualche parte, o qualcuno che non è d’accordo con noi. Se invece volete discutere senza tirare in ballo anatemi e sciocchezze, sarò ben lieto di leggere e rispondere ai vostri contributi.
Concordo. Il motivo per cui, alla tenera età di 16 anni, mi sono staccato dalla chiesa cattolica è stato proprio per il fatto che non riconoscevo alcuna autorità “a priori” a persone che pretendevano, e pretendono, di interpretare per quello che è FORSE stato detto 2000 anni fa da qualcuno che è FORSE esistito…e anche fosse sarebbe comunque un punto di vista!
Mi ritengo una persona spirituale e in quanto tale, come unica soluzione per vivere la mia “libertà sensoriale”, mi distacco da ogni chiesa. Forse l’unica vera possibilità sta nel buddismo e simili.
Faccio notare che quanto detto non si applica solo alla chiesa cattolica ma anche all’islam, e comunque a ogni forma di culto regolato da regole umane immutabili o incontestabili.
Solo una postilla sulla questione “Limbo”.
Punto A: in questioni teologiche è stata confermata l’infallibilità del Papa;
Punto B: Papa Pio X all’inizio del ‘900 ha affermato l’esistenza del Limbo, almeno per le anime dei bambini non battezzati;
Punto C: l’attuale Papa ha negato l’esistenza del Limbo stesso…
SINTESI: vedete un po’ voi….
Qui non c’è da offendersi, ma da mettersi le mani nei capelli, per scoprire sempre più come il rifiuto deriva fondamentalmente dall’ignoranza di ciò che si rifiuta, giudicato su base errata, travisata o anche falsa. Cerco un ateo che voglia ragionare e confrontarsi veramante e onestamente, conoscendo la controparte, sapendo veramente di cosa parla… Per ora non ne trovo.
Potrei dire la stessa cosa… Prova a pensare, per un attimo, che chi rifiuta non lo fa perché non capisce, ma proprio perché capisce perfettamente. Magari allora troverai anche atei disposti al dialogo.
Posso anche pensarci per più di un attimo, posso capire e accettare il rifiuto di chi capisce “perfettamente” (ma è poi davvero possibile?), ma poi leggo i commenti e trovo le conferme di ciò che dico. Comunque per dialogare c’è sempre spazio, basta volerlo.
Senza dubbio… Basta volerlo, e storicamente parlando, non è mai stato l’atteggiamento razionalista e scientifico a evitare il dialogo o a mettere bavagli sulla bocca di chi non la pensa allo stesso modo. Sono dichiarazioni di Ratzinger di non molte settimane fa quelle riguardanti il fatto che la Chiesa Cattolica è l’unica vera detentrice della verità rivelata assoluta, non rispetto agli atei, ma rispetto ad altre persone che credono in dio, gesù cristo e tutto il pantheon ma non sono d’accordo su qualche irrilevante dogma di fede (vedi protestanti di varia natura). Chiaro che un credente non può pensare che un ateo “capisca”, dato che l’atteggiamento strisciante nel pensiero religioso è da sempre stato questo. Fortunatamente, l’umanità ha delle alternative… Dove il dialogo è possibile sul serio!
Beh, come prove di dialogo non c’è male… Forse non ti rendi neanche conto di avere lo stesso atteggiamento di ciò che critichi. Mi comincia a venire qualche dubbio sul tuo “ateismo”…
Non credo proprio di avere lo stesso atteggiamento di ciò che critico, sempre che tu riesca a definire con precisione “ciò che critico”, poiché io critico molte cose diverse (e dubito di avere tutti questi atteggiamenti congiunti). La passione e la capacità argomentativa non sono bavagli, ed è abbastanza tipico di chi non ha voglia di impostare un dialogo su delle basi logiche passare a critiche e commenti di ordine personale come hai fatto tu in questo caso. Questo mostra molta debolezza dialettica. Una delle differenze tra il mio atteggiamento e “quello che critico”, come dici tu (poiché ce ne sono molte, e questa è solo una di esse) è il fatto che io non mi appello a nessuna autorità costituita superiore per dare lustro o prestigio alle mie affermazioni, ma mi limito ad argomentare personalmente basandomi su cose che possono essere a loro volta controllate e contro-criticate. L’atteggiamento religioso, invece, vede una serie di autorità superiori indiscutibili (dio, il papa, il clero, il rabbino, la bibbia, il corano… eccetera) da cui discendono una serie di dogmi e di conseguenze che non possono essere messe in discussione. E tipicamente afferma, secondo ragionamenti logici circolari, che “le cose sono così perché sono così”. Se non credi non puoi capire le sfumature presenti nelle Sacre Scritture e di conseguenza non puoi criticarle, e soltanto avendo fede e studiandole a fondo *da quella prospettiva* puoi comprendere il messaggio divino. Molto comodo! Ma chi lo afferma? Le stesse autorità che si appellano alla Bibbia stessa e che rappresentano le istituzioni religiose. Non funziona così, sorry.
“Ciò che critichi” è molto semplicemente contenuto nel tuo post iniziale, è da lì che a preso avvio la discussione, o no?
La mia debolezza dialettica non mi preoccupa affatto, nè mi spaventa l’altrui capacità. Quindi non ti preoccupare.
La mia osservazione”personale” faceva parte del mio tentativo di analisi dello sfondo ermeneutico a cui le tue affermazioni sembrano fare riferimento. Certo posso sbagliarmi, ma per capire perché dici ciò che dici ho paventato, senza esplicitarla, un’ipotesi sulle tue motivazioni e ciò, aggiunto alla tua evidentemente incompleta preparazione in materia religiosa, mi spinge a nutrire dei dubbi sulla “serietà” o obiettività o genuinità dei tuoi ragionamenti e delle tue intenzioni. Mi permetti questo dubbio, o neppure questo funziona così?
L’ultima parte del tuo post è il solito minestrone di luoghi comuni e generalizzazioni… Prova a essere più scientifico, più metodico, magari funziona.
Il problema, amico mio, è che tu da un lato continui a insinuare il fatto che io non sia sufficientemente preparato e “scientifico”, dall’altro dici che le cose non si possono “ridurre” a un semplice discorso scientifico, provato e argomentato. Comincia a fare chiarezza tu su ciò che dici e su ciò che intendi e magari si comincerà a capire meglio il filo del tuo discorso e il senso delle tue critiche. Io dico molte cose riguardo alla religione, quindi muovere una critica in generale nei confronti del mio atteggiamento non è certamente molto utile o produttivo. Se vuoi entrare più nel dettaglio sarò felice di risponderti. Purtroppo, nonostante ciò che tu affermi, io sono alquanto preparato in materia e posso assicurarti che i cosiddetti “luoghi comuni” suonano come tali semplicemente perché si tratta di semplici e banali verità, non appena ci togliamo dagli occhi la benda della cosiddetta “fede”.