Cominciamo subito con un tema scottante e più che mai attuale, quello degli ex “PACS” (ora chiamati DiCo) e della reazione (in tutti i sensi) del mondo cattolico e non solo a una simile eventualità legislativa. Come ben sapete, il 12 maggio a Roma si terrà il “Family Day”, una manifestazione contro la possibilità di equiparare le coppie di fatto a quelle basate sul sacramento e l’istituzione del matrimonio.
Immaginate che non esista alcun paradiso, alcun inferno, alcun purgatorio e alcun limbo (cosa che hanno cominciato a pensare anche i vertici del Clero, considerate le ultime deliranti uscite di pochi giorni fa). E immaginate che non esista alcun dio. Né Elohim (un interessante termine plurale) né Yehowah o Jahweh o Signore o Santissima Trinità o Allah o altro. Come modificherebbe, questa ipotesi, la nostra visione del mondo? Cosa ci farebbe vedere, che ora non riusciamo a scorgere? E cosa ci impedirebbe di vedere, invece, che ora blocca la nostra intera visuale? La religione da sempre è stata “l’oppio dei popoli” e una gigantesca illusione creata dalla paura e dall’ignoranza umana da una parte, dall’esigenza di sentirsi rassicurati e importanti dall’altra e dai meschini interessi temporali delle autorità da un’altra ancora. Il fatto che il Vaticano da più di duemila anni pontifichi (è il caso di dirlo…) su ciò che è o meno canonico in dimensioni sconosciute e invisibili, con un grado sempre maggiore di acrobazia teologica, contraddicendosi di continuo e sfruttando le proprie conoscenze e la propria influenza per massacrare milioni di persone e diffondere l’oscurantismo, il bigottismo, la miseria e la superstizione, credo che sia la prova indiziaria più convincente della non-esistenza di alcun dio. “NoGod”, facendo il verso al famoso libro “No Logo”, vuole prendere spunto da queste osservazioni e da questa ipotesi di lavoro ed esplorare la nostra vita in tutti i modi possibili, restituendo un po’ di valore a quella razionalità e a quella logica che vengono sempre più spesso additate come peccati di arroganza (detto da persone che si ritengono successori di Pietro e vicari di Dio in persona sulla Terra, la cosa già di per sé dovrebbe fare alquanto ridere). Seguiteci in questo viaggio che ci porterà in territori poco noti e, spero, ci farà riflettere sui nostri investimenti di fede e sulle nostre umane contraddizioni e fragilità.